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Che cos’è l’Unzione degli infermi?: quando, chi può riceverla e quali effetti ha

29/08/2026

¿Qué es la unción de los enfermos?

L’Unzione degli Infermi consiste in una preparazione al passaggio da questa vita alla gloria eterna e sono molti gli effetti e le grazie che essa conferisce al malato. Questo rito cristiano è uno dei sette sacramenti della Chiesa.

«Guarite i malati!» (Mt 10,8). La Chiesa ha ricevuto questo incarico dal Signore e cerca di adempierlo attraverso le cure mediche e l’assistenza che offre ai malati. E anche attraverso la preghiera di intercessione con cui li accompagna nei momenti di bisogno.

Quando una persona si ammala gravemente o raggiunge un’età avanzata, molte famiglie si chiedono se sia giunto il momento di richiedere l’Unzione degli infermi. Tuttavia, persiste ancora la convinzione che questo sacramento venga amministrato solo a coloro che stanno per morire. La realtà è ben diversa: l’Unzione degli Infermi è un sacramento di conforto, forza e speranza che la Chiesa offre a coloro che stanno affrontando una grave malattia o la fragilità della vecchiaia.

Che cos’è l’Unzione degli infermi?

La misericordia di Gesù Cristo verso i malati e le sue numerose guarigioni di persone afflitte di ogni genere costituiscono un segno meraviglioso della sua compassione verso tutti coloro che soffrono nel corpo e nell’anima.

Con la sua Passione e la sua morte sulla Croce, Gesù ha dato un nuovo significato alla sofferenza. Da allora questa realtà ci configura a Lui e ci unisce alla Sua missione redentrice. Per i cristiani la malattia e la morte possono e devono essere mezzi per santificarsi e redimersi con Cristo. Per aiutarci in questa missione esiste l’Unzione degli infermi.

La presenza di Cristo nella malattia è di grande conforto. Egli ci prende per mano e ci ricorda che apparteniamo a Lui e che nulla può separarci da Lui.

Unción de los enfermos sacramento Acompañamiento a personas ancianas

Unzione degli infermi, sacramento di salvezza e guarigione

La parabola del buon samaritano esprime il mistero che si celebra in questo sacramento: Gesù Cristo si avvicina a chi soffre e lo conforta con l’olio della consolazione e il vino della speranza. Successivamente, lo conduce alla locanda, che rappresenta la Chiesa, alla quale Cristo lo affida. Cristo insegnò ai suoi discepoli ad avere la stessa predilezione per i malati e i bisognosi, e affidò loro il compito di assisterli in suo nome attraverso il sacramento dell’Unzione.

L’Unzione degli infermi è un sacramento istituito da Gesù Cristo, accennato come tale nel Vangelo secondo San Marco. Raccomandato ai fedeli e promulgato dall’apostolo Giacomo: «C’è qualcuno tra voi che è malato? Chiami i sacerdoti della Chiesa, che preghino per lui e lo ungano con olio nel nome del Signore. E la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo farà alzare; e se avesse commesso peccati, gli saranno perdonati» (Gc 5,14-15).

La Chiesa crede e professa che, tra i sette sacramenti, ve ne sia uno destinato in modo particolare a confortare coloro che sono afflitti dalla malattia: l’Unzione degli infermi. Questo sacramento aiuta a vivere queste realtà dolorose della vita umana in una prospettiva cristiana: «Nell’Unzione degli infermi, come oggi si chiama l’Estrema Unzione, assistiamo a un’amorevole preparazione al viaggio che si concluderà nella casa del Padre», (San Josemaría Escrivá, È Cristo che passa, 80).

Un sacramento speciale per i malati

Nel corso dei secoli, l’Unzione degli infermi veniva amministrata a coloro che erano in punto di morte; per questo motivo era denominata Estrema Unzione. Allo stesso modo, la liturgia non ha mai smesso di pregare per gli infermi.

Oggi sappiamo che questo sacramento è un sacramento di guarigione. È un dono di Dio che contribuisce alla guarigione del corpo e dello spirito di chi lo riceve. Attraverso di esso si chiede al Signore la salute del corpo, dell’anima e dello spirito del cristiano che sta affrontando una grave malattia o si trova in età avanzata.

«La grazia principale di questo sacramento è una grazia di consolazione, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di grave malattia o della fragilità della vecchiaia. Questa grazia è un dono dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in Dio e rafforza contro le tentazioni del maligno, in particolare la tentazione dello scoraggiamento e dell’angoscia di fronte alla morte […] Questo aiuto del Signore, per mezzo della forza del Suo Spirito, intende condurre il malato alla guarigione dell’anima, ma anche a quella del corpo, se tale è la volontà di Dio. Inoltre, "se avesse commesso dei peccati, gli saranno perdonati"» (CEC, 1520).

Non si deve pensare che questo sacramento sia riservato esclusivamente a coloro che si trovano in pericolo di morte, ma che possano riceverlo anche coloro che ne sono consapevoli e lo ritengono necessario.

Così ogni cristiano che soffre di una grave malattia, che subirà un'operazione delicata o che è molto anziano può chiedere che gli venga amministrato il sacramento dell'unzione degli infermi. Nel corso della stessa malattia, il sacramento può essere ripetuto se la malattia si aggrava.

Non vi è alcun limite al numero di volte in cui è possibile riceverlo e non è opportuno aspettare fino all’ultimo momento.

La Chiesa stabilisce che, se il malato è incosciente, può essere amministrato il sacramento della confessione. Poi il sacramento dell'unzione degli infermi. Se una persona gravemente malata muore senza aver ricevuto questo sacramento, la Chiesa raccomanda di amministrarlo nelle prime ore dopo il decesso.

Ministro dell'Unzione degli Infermi

«Solo i I sacerdoti (vescovi e presbiteri) sono ministri dell’Unzione degli infermi. È dovere dei pastori istruire i fedeli sui benefici di questo sacramento. I fedeli devono incoraggiare gli infermi a chiamare il sacerdote per ricevere questo sacramento. E che i malati si preparino a riceverlo con il giusto spirito, con l’aiuto del loro pastore e di tutta la comunità ecclesiale, la quale è invitata ad accompagnare in modo del tutto particolare i malati con le proprie preghiere e le proprie attenzioni fraterne» (Catechismo, 1516).

Dobbiamo tutti essere consapevoli del fatto che oggi le persone gravemente malate muoiono da sole, nonostante si trovino in ospedali moderni. Per questo è importante il lavoro cristiano di coloro che hanno accesso a questa realtà. Affinché ai malati negli ospedali non manchino i mezzi per confortare e lenire il corpo e l'anima sofferenti, e tra questi mezzi, oltre al sacramento della Riconciliazione e del Viatico, c'è il sacramento dell'Unzione degli infermi.

Così come i sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia costituiscono un’unità denominata «i sacramenti dell’iniziazione cristiana», si può affermare che la Confessione, l’Unzione e l’Eucaristia, in quanto viatico, costituiscono, quando la vita cristiana volge al termine, i sacramenti che concludono il pellegrinaggio terreno.

"Ci aiuta ad ampliare la nostra visione della malattia e a sapere che non siamo soli, che il sacerdote e la comunità cristiana sostengono i malati e i sofferenti", Papa Francesco.

unción de los enfermos sacramento

Tema dell’Unzione degli infermi

L'argomento dell'Unzione degli infermi è ogni persona battezzata, che abbia raggiunto l’età della ragione e si trovi in pericolo di morte a causa di una grave malattia o di vecchiaia accompagnata da avanzata debolezza senile. Ai defunti non può essere amministrata l’Unzione degli infermi.

Per ricevere i frutti di questo sacramento è necessaria, da parte del destinatario, la previa riconciliazione con Dio e con la Chiesa, almeno con il desiderio, indissolubilmente legato al pentimento per i propri peccati e all’intenzione di confessarli, quando possibile, nel sacramento della Penitenza. Per questo motivo la Chiesa prevede che, prima dell’Unzione, venga amministrato al malato il sacramento della Penitenza e della Riconciliazione.

Il soggetto deve avere l’intenzione, almeno abituale e implicita, di ricevere questo sacramento. In altre parole: il malato deve nutrire la ferma volontà di morire come muoiono i cristiani, e con gli aiuti soprannaturali a essi destinati.

Sebbene l’Unzione degli infermi possa essere amministrata a chi ha già perso i sensi, occorre fare in modo che essa venga ricevuta con consapevolezza, affinché il malato possa disporsi al meglio a ricevere la grazia del sacramento. Non deve essere amministrato a coloro che permangono ostinatamente impenitenti in un peccato mortale manifesto (cfr. CIC, can. 1007).

Se un malato che ha ricevuto l’Unzione riacquista la salute, può, in caso di nuova malattia grave, ricevere nuovamente questo sacramento; e, nel corso della stessa malattia, il sacramento può essere ripetuto se la malattia si aggrava (cfr. CIC, can. 1004, 2).

Infine, è opportuno tenere presente questa indicazione della Chiesa: «In caso di dubbio circa il fatto che il malato abbia riacquistato l’uso della ragione, sia affetto da una malattia grave o sia già deceduto, si amministri questo sacramento» (CIC, can. 1005).

In che modo si svolge il rito del sacramento?

Come tutti i sacramenti, l'Unzione degli infermi è celebrata liturgicamente e comunitariamente e si svolge in famiglia, in ospedale o in chiesa, per un singolo malato o per un gruppo di malati.

È molto appropriato che venga celebrata nell'ambito dell'Eucaristia, memoriale della Pasqua del Signore. Se le circostanze lo permettono, la celebrazione del sacramento della Santa Unzione può essere preceduta dal sacramento della Riconciliazione e seguita dal sacramento della Comunione.

Per quanto riguarda il sacramento dell’Eucaristia, esso dovrebbe sempre costituire l’ultimo sacramento del pellegrinaggio terreno, il «viatico» per il «passaggio» alla vita eterna. È seme di vita eterna e potenza di risurrezione, secondo le parole del Signore. «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (Gv 6,54). L’Eucaristia è qui il sacramento del passaggio dalla morte alla vita, da questo mondo al Padre.

La Liturgia della Parola, preceduta da un atto di penitenza, apre la celebrazione. Le parole di Cristo e la testimonianza degli Apostoli suscitano la fede del malato e della comunità per chiedere al Signore la forza dello Spirito Santo.

Il sacerdote È colui che ungerà il malato con l’olio consacrato dal vescovo il Giovedì Santo. Lo unge sulla fronte e sui palmi delle mani del malato, pronunciando nel contempo le seguenti parole. «Per questa Santa Unzione e per la sua benevola misericordia, il Signore vi aiuti con la grazia dello Spirito Santo, affinché, liberandovi dai vostri peccati, vi conceda la salvezza e vi conforti nella vostra malattia» (Sacram Unctionem Infirmorum).

Gli effetti della grazia del sacramento

La grazia principale di questo sacramento è una grazia di consolazione, di pace e di incoraggiamento per superare le difficoltà proprie dello stato di grave malattia o della fragilità della vecchiaia. Questa grazia è un dono dello Spirito Santo che rinnova la fiducia e la fede in Dio e rafforza contro le tentazioni del maligno, specialmente contro la tentazione dello scoraggiamento e dell’angoscia di fronte alla morte.

Questo aiuto del Signore, per opera del suo Spirito, mira a condurre il malato alla guarigione dell’anima, ma anche a quella del corpo, se tale è la volontà di Dio. Inoltre, «se avesse commesso dei peccati, gli saranno perdonati» (Giacomo 5,15).

Fresco unción de los enfermos

Per la grazia di questo sacramento, il malato riceve la forza e il dono di unirsi più intimamente alla Passione di Cristo. La sofferenza, conseguenza del peccato originale, acquista un nuovo significato e diventa partecipazione all’opera di Gesù.

In sintesi: unione del malato alla Passione di Cristo, per il suo bene e quello di tutta la Chiesa. Consolazione, pace e coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia o della vecchiaia. Il perdono dei peccati, qualora il malato non abbia potuto ottenerlo tramite il sacramento della Penitenza. Il recupero della salute fisica, se ciò è utile alla salute spirituale. E la preparazione al passaggio alla vita eterna.


Bibliografia

  • Catechismo della Chiesa Cattolica.
  • F.M. Arocena, Unzione degli infermi, in C. Izquierdo (a cura di), Dizionario di teologia, Eunsa, Pamplona 2006, pp. 983-989.
  • Rituale dell'unzione degli infermi, Praenotanda, 1-2.
  • Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium.
  • Opusdei.org.
  • Vaticannews.va. Testo dell’udienza di Papa Francesco.

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