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Isabel Cristone Setimane: una vita consacrata al servizio dei più vulnerabili

01/04/2026

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Isabel Cristone Setimane, suora mozambicana della Congregazione Francescana di Nostra Signora delle Vittorie, si sta formando a Roma in Diritto Canonico grazie al sostegno della Fondazione CARF, con l'obiettivo di servire la Chiesa in modo più approfondito.

La vita consacrata di Suor Isabel Cristone Setimane si esprime in un cammino di fede e dedizione che lei desidera condividere con profonda gratitudine e speranza. Dalla sua infanzia in Mozambico fino alla sua attuale formazione in Diritto canonico a Roma, la sua storia intreccia la fede ricevuta in famiglia, la scoperta della sua vocazione religiosa, il servizio ai più piccoli e ai più vulnerabili, le difficoltà sociali del suo Paese e la generoso sostegno della Fondazione CARF, che le permette di prepararsi meglio per servire la Chiesa e la sua Congregazione.

Nata a Quelimane nel 1987, Isabel frequenta il terzo anno di laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce. La sua vocazione al servizio dei più vulnerabili è accompagnata da una profonda gratitudine nei confronti di coloro che rendono possibile la sua formazione, in particolare i Fondazione CARF, che la accompagna nel suo viaggio accademico e spirituale.

È la quinta figlia di una famiglia profondamente religiosa. Fin dall'infanzia ha conosciuto la via della fede: ha ricevuto la catechesi, i sacramenti ed è stata attiva in vari ministeri parrocchiali.

Dopo la Prima Comunione, si è unita al gruppo vocazionale, spinta dal desiderio precoce di consacrarsi come religiosa e di servire i più vulnerabili, soprattutto i bambini in povertà e le donne vittime di abusi. Dopo tre anni di formazione vocazionale, ha incontrato le Suore Francescane di Nostra Signora delle Vittorie, una congregazione fondata nel 1884 sull'isola di Madeira (Portogallo) dalla Venerabile Mary Jane Wilson.

Vita consacrata e dedizione: il percorso che ha segnato la sua vocazione

Nel 2007 è stata ammessa alla Congregazione, dove ha iniziato la sua aspirazione. È particolarmente grata che i suoi genitori abbiano rispettato la sua decisione di per consacrarsi come sorella religiosa. Durante gli anni della formazione, i suoi formatori l'hanno accompagnata e guidata nella sequela di Gesù Cristo, ispirandosi all'esempio della Venerabile Mary Jane Wilson e della Venerabile Mary Jane Wilson. San Francesco d'Assisi.

Dopo tre anni di preparazione, l«8 dicembre 2011, per grazia di Dio, ha emesso i primi voti nella cappella di San Francesco d'Assisi nella casa di noviziato in Mozambico. Poco dopo, è stata inviata in missione nella diocesi di Gurúè, nella provincia di Zambezia, dove si è presa cura di 125 bambini, alcuni dei quali orfani. »Lì ho potuto vivere, imparare e sperimentare l'amore di Dio riflesso nei volti dei piccoli", dice.

Il contatto diretto con la sofferenza di questi bambini - molti dei quali segnati dalla morte delle loro madri durante il parto - ha trasformato profondamente il suo modo di vedere la vita. Questa esperienza le ha insegnato ad apprezzare ogni cosa e a scoprire la bellezza che rimane anche in mezzo al dolore. «Ho imparato a vivere con l'essenziale e a coltivare la semplicità con loro. In quella realtà, segnata dalla povertà ma anche da una dedizione generosa e amorevole, ho scoperto in ogni sguardo la bellezza della mia vocazione: essere consacrata per servire, e non per essere servita, seguendo lo stile di Gesù», dice con un sorriso.

Vida consagrada en Mozambique: religiosa cuida y acompaña a niños en un orfanato
Elisabetta si prende cura di decine di bambini in un orfanotrofio, riflettendo la dedizione di una vita consacrata alla cura dei più vulnerabili.

Missione per i più vulnerabili

La Congregazione ha assunto questa missione in risposta al grido della gente della diocesi di Gurúè. Con profonda gratitudine a Dio, le sorelle continuano a dedicarsi alla cura dei piccoli, soprattutto nell'orfanotrofio. Mary Jane Wilson, a Lioma. Nonostante le difficoltà, rimangono fermi nel loro impegno, cercando sempre il bene dei bambini.

In questo contesto, è grata alla sua Congregazione per l'opportunità di aver fatto parte di questa missione. «Fin da piccola, ho sentito il desiderio di lavorare e difendere i più fragili, coloro che sono esclusi e non hanno voce. Vivo la mia vocazione come una collaborazione attiva nella missione di Cristo, cercando di fare il maggior bene possibile».

Una famiglia segnata dalle difficoltà

Nel 2024 ha perso suo padre, un evento che ha segnato profondamente la sua famiglia. Da allora, la sua situazione è cambiata in modo significativo. Sua madre, una contadina senza accesso all'istruzione formale, ha gestito la famiglia in un ambiente molto difficile.

Sebbene i suoi fratelli abbiano completato gli studi, attualmente sono alla ricerca di un lavoro, un compito particolarmente difficile nel contesto mozambicano. Questa situazione le provoca momenti di scoraggiamento, ma, sostenuta dalla grazia di Dio, rimane fiduciosa che riusciranno a farcela.

«La realtà del Paese aggrava queste difficoltà: la povertà, la scarsità di cibo, la disoccupazione e il conflitto nel nord hanno reso le condizioni di vita ancora più dure. Nonostante tutto, la mia famiglia continua a lottare con forza, confidando nella fede e nel fiducia in Dio".

Formazione al servizio: una missione al servizio della Chiesa

Sei anni dopo, ha preso il suo impegno definitivo con la Congregazione Francescana di Nostra Signora delle Vittorie. Poco dopo, ha assunto la missione di formatrice di giovani nelle prime fasi del loro cammino vocazionale. Sebbene impegnativa, ha vissuto questa responsabilità con profondità, al punto da poter affermare: «Mi sento felice e realizzata nella missione».

Attualmente, la Congregazione accoglie vocazioni provenienti soprattutto dall'Africa e dall'Asia. Di fronte alle sfide poste dalla missione della Chiesa, soprattutto nei luoghi in cui vengono inviate, è necessaria una solida preparazione, anche in campo giuridico. Nonostante le risorse limitate, la Congregazione cerca di formare le sue suore per rispondere meglio a questo servizio.

In questo contesto, si trova attualmente a Roma, presso la Pontificia Università della Santa Croce, dove ha studiato Diritto Canonico. Qui sperimenta un ambiente accademico vicino ed esigente, che favorisce l'apprendimento e la crescita personale. Come lei stessa afferma, «mi sento accompagnata, aiutata e compresa dai professori».

Il suo soggiorno a Roma risponde al desiderio di prepararsi al meglio per servire la Chiesa e la sua Congregazione. Per questo, esprime la sua profonda gratitudine alla Fondazione CARF, il cui aiuto ha reso possibile la sua formazione e il suo addestramento. sostiene il suo percorso accademico.


Gerardo Ferrara
Laureata in Storia e Scienze politiche, specializzata in Medio Oriente.
Responsabile del corpo studentesco della Pontificia Università della Santa Croce a Roma.


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